Quando si parla di lavoro freelance ci sono tutta una serie di miti che è arrivato il momento di sfatare. Un esempio? “Se scegli di essere un freelance avrai tantissimo tempo libero!” L’immagine di una persona che risponde a delle mail tra una tazza di caffè ed una di cappuccino non corrisponde alla realtà. E no, non facciamo un lungo pisolino pomeridiano su un’amaca tra una cosa e l’altra. No, niente gin tonic.

La realtà? Lunghe giornate che si fondono con lunghe serate trascorse davanti al computer, nessuno con cui parlare, i clienti che pagano in ritardo e fanno richieste irragionevoli alimentati dalla convinzione di conoscere il tuo lavoro meglio di te, bollette da pagare e moduli fiscali da compilare.

Ma c’è una via di mezzo tra le aspettative e quello che poi siamo realmente. Personalmente, sto cercando una strada che mi porti ad una gestione del mio equilibrio lavorativo in modo che possa avvicinarsi sempre più a quel sogno ad occhi aperti da molti descritto. C’è una ragione per cui si diventa un freelance e molto spesso non è solo per il gin tonic.

Pigiama

Aspettative: la tentazione di non vestirsi può essere enorme quando non c’è un dress code da seguire. Da libero professionista potrete bruciare i vostri abiti eleganti, borsa e scarpe. Tutto ciò che serve è un MacBook, una scorta infinita di caffè e una serie di pigiami da giorno.

Realtà: non vestirsi al mattino può avere un impatto negativo su tutta la giornata lavorativa. I vestiti che indossiamo hanno un enorme effetto sul nostro cervello rispetto al ruolo che stiamo svolgendo. Questo lo dice la psicologia, non solo io!  Per un libero professionista l’immagine è importantissima, sia online che offline. Avete mai sentito parlare di personal branding? Voi siete l’immagine che date ai vostri clienti, se non credete in voi stessi tanto da vestirvi al mattino, non si può pretendere che lo facciano altri!

Dal mito alla realtà: anche se è importante indossare abiti freschi e puliti, nessuno si aspetta di trovarvi in giacca e cravatta e il pigiama occasionale non è certo proibito. Basta ricordare, se si vuole che la gente vi rispetti come un professionista, che ci si deve comportare da tale e sì, a volte è necessario indossare gli abiti adeguati.

È meno stressante

Aspettative: avere il tempo per concentrarsi e guadagnare soldi, lasciare spazio alle vostre passioni durante la giornata, non svrete mai più a che fare con la burocrazia, starete lontani dagli uffici, non dovrete compilare inutili moduli o fare inutili incontri! No, non è così.

Realtà: da libero professionista si ha una propria piccola impresa. Questo vuol dire che sarete il vostro commercialista, il vostro account, il project manager e l’amministratore delegato, oltre che l’esecutore materiale. Ah, dovrete partecipare anche alle riunioni con i cliente.

Dal mito alla realtà: con l’esperienza si impara a gestire i progetti, i clienti e il tempo a disposizione. Alcuni tool, come ad esempio Asana, potrebbero essere d’aiuto per l’organizzazione della giornata lavorativa. Inoltre ci si può aiutare con gli strumenti che vi permettono di comunicare con le persone con cui collaborate: Google Docs su tutti. Qui anche i clienti possono commentare i progetti direttamente senza rompervi troppo con telefonate estenuanti.

Vita da freelancer

Il tempo è tuo

Aspettative: potrete riprendere possesso del vostro tempo, finire di lavorare prima e andare in spiaggia mentre gli ex colleghi saranno rinchiusi in ufficio a lavorare!

Realtà: quando iniziate a lavorare, sapete a che ora iniziate ma non saprete mai a che ora spegnerete il pc. Magicamente sarà domenica e voi sarete ancora lì a lavorare. Lavorare da freelance vuol dire non finire mai di lavorare, soprattutto se lavorate da casa. Tutto entrerà a far parte della vostra vita personale senza nemmeno accorgersene, molto più di un normale lavoro d’ufficio. Data la precarietà di questo lavoro, se si hanno tante offerte di lavoro si è tentati spesso dall’accettare anche se in realtà non avete tempo per tenere uno standard elevato. Non si può tornare a casa quando si è finito di lavorare, non si può lavorare nel normale orario.

Dal mito alla realtà: l’organizzazione è fondamentale per avere successo. Utilizzando gli strumenti di gestione dei progetti e dei calendari è possibile ottenere un briciolo di libertà prima del previsto. Bisogna essere realistici sul cosa pretendere dalla propria persona e se siete in ritardo rispetto ad una scadenza fatelo sapere subito al cliente. Una volta che avrete compreso quanto tempo impiegate per realizzare un progetto, sarete in una posizione migliore per godere del vostro prezioso tempo e per raggiungere un equilibrio tra lavoro e vita privata.

Addio ufficio!

Aspettative: lavorare da casa è meraviglioso.

Realtà: lavorare nel proprio ambiente e seguendo i propri ritmi può essere davvero difficile. Se lavorate tanto da casa e da soli, ad un certo punto sentirete quel senso di privazione rispetto alle interazioni sociali che normalmente avete sul posto di lavoro, per questo è importante assicurarsi di uscire e vedere gente per immergersi in un ambiente sociale in cui si ha la possibilità di confrontarsi con delle facce. Incontrare i clienti di persona potrebbe rivelarsi un’ottima opzione.

Dal mito alla realtà: ho iniziato a collaborare fisicamente con chi ha un ufficio, in modo da poter uscire e godere della loro compagnia, questo ha un impatto davvero positivo sul mio lavoro. Posso godere della mia libertà di lavoratore autonomo, ma interagisco regolarmente con delle persone per mantenermi viva.

Tu sei il boss!

Aspettative: siete dei freelance e quindi adesso siete il capo di voi stessi, vero? Let’s party!

Realtà: non avrete un unico capo, ma avete una manciata di mini-boss, ossia i clienti. Ognuno ha un progetto, ognuno ha una sua idea e sul come debba essere gestito per raggiungere buoni risultati.

Dal mito alla realtà: a rigor di logica, sì siete il capo di voi stessi e avete dei clienti particolarmente irragionevoli che vogliono trasformare il mondo. Raccogliendo i progetti e i clienti giusti avrete a che fare con persone che pagano in tempo, che si fidano e vi rispettano per permettervi di mettere a frutto la vostra esperienza ed ottenere buoni risultati. Potrete individuare i segni di un cliente difficile fin da subito.

E quindi perché ho scelto di essere una freelance? Semplicemente perché ho la possibilità di scegliere!